Marce e bonifiche. Ma anche silenzi assordanti e assenze che balzano agli occhi. Gli ultimi giorni di Chiara Frontini sono tutti da decifrare.
Partiamo per esempio dal corteo che lunedì ha visto scendere in piazza duemila viterbesi in maniera sentita e partecipe al lutto della famiglia di Norveo Fedeli. In un post su Facebook della consigliera di Viterbo Venti Venti la manifestazione è diventata una marcia. Un termine che suona quanto meno stonato visto il contesto a cui ci si riferiva: lento, silenzioso, e in finale anche di preghiera.
Corteo a parte, nelle ultime ore la Frontini sta condividendo via stampa e social la sua ricetta per risollevare Viterbo dalle tenebre. Partendo in primis dal taglio delle erbacce lungo le vie della città, un suo cavallo di battaglia. Sicuramente si parla di uno dei problemi più visibili per Viterbo, dalla periferia al centro. Che per la Frontini è diventato quasi una ossessione. Con gli altri membri del suo movimento da tempo organizza dei blitz periodici per ripulire pezzi di città. Che dopo il loro passaggio tornano a splendere.
Tra un corteo e una bonifica, della Frontini però si perde traccia quando si deve parlare di altre vicende che rientrano sempre nel vortice di violenza e degrado in cui sembra caduta la città: lo stupro della 36 a opera, secondo la procura, di due militanti di CasaPound. In quei giorni, come hanno notato molti commentatori, da parte sua neanche una parola. Almeno sui social dove è sempre molto attiva. Anche se, va detto, secondo le cronache la Frontini risultava presente alla manifestazione organizzata dalla Rete degli Studenti Medi dopo gli arresti.
Non si ha traccia invece della stessa il 25 aprile, durante la celebrazione ufficiale al Sacrario. Data in cui si celebra la liberazione da chi aveva preso il potere con una marcia.