
“E’ doveroso compiere un’operazione verità. In conferenza stampa di fine anno, dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte solo inesattezze, degne di chi mente sapendo di mentire, di chi mette la polvere sotto il tappeto, pur di giustificare una manovra recessiva, che tanto male sta facendo al nostro Paese, che non produce sviluppo, ma solo un salasso fiscale per un ammontare di oltre 80 miliardi di euro di tasse aggiuntive che graveranno sulle spalle delle famiglie e delle imprese italiane”.
Così in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile politica economica di Forza Italia. “Fake news/1: tasse – inizia a elencare Brunetta -. Sulle tasse il premier Conte racconta bugie spudorate. Basta avere la pazienza di leggere le loro previsioni di entrate fiscali nei prossimi tre anni, voce per voce, come ha fatto il Consiglio nazionale dei commercialisti, per vedere come la manovra determina 12.9 miliardi di aumenti della pressione fiscale, di cui 2.4 a carico della generalità delle imprese, 600 milioni a carico dei consumatori e 400 milioni a carico degli enti non profit. Meno tasse per pochissimi e più tasse per molti. Altro che pressione fiscale alleggerita per i cittadini. Fake news/2: aumento dell’Iva. L’impegno di Conte a impedire l’aumento dell’Iva sul 2020 vale zero, esattamente come gli spazi di flessibilità sul deficit che avrà il prossimo anno l’Italia grazie ad un governo cicala che nella sua prima manovra si è già giocato tutta la flessibilità dei prossimi tre anni: con il deficit strutturale 2020 già fissato a 1.2 è game over. Fake news/3: crescita. Le scommesse di Conte valgono zero come i suoi impegni e come purtroppo varrà anche la crescita dell’economia italiana a causa di una manovra che era partita all’insegna del meno tasse per tutti ed è finita con il tassare quasi tutti, enti non profit compresi. La crisi dell’economia reale ha confermato la diminuzione del Pil del -0.1% nel terzo trimestre e, con molta probabilità, non dovrebbe crescere nemmeno nel quarto. Per il 2019 la crescita non dovrebbe attestarsi a più del +0.5-0.6%, molto al di sotto dell’1% previsto dall’esecutivo. Italia in recessione, altro che ‘scommettiamo su una crescita robusta’. L’esecutivo Conte continua nel suo processo di metamorfosi: dal governo del cambiamento, a quello #delCambiAumento”.