Oggi si vota per il nuovo segretario regionale del Partito democratico. La sfida è tra Bruno Astorre, candidato di Zingaretti e della sinistra ex Ds, e Claudio Mancini (area Renzi).
Ed è singolare che sempre oggi in Regione si discuta la mozione di sfiducia al presidente, il quale tuttavia avrebbe trovato un’altra volta i numeri per andare avanti. La camaleontica maggioranza alla Pisana dunque muta di nuovo e lui, il governatore, guarda caso fa mettere in calendario la discussione da cui in teoria dovrebbe dipendere il suo destino proprio nel giorno delle primarie per il congresso. Lui che aspira a diventare segretario nazionale, anziché preoccuparsi di spiegare qual è la visione della sua parte politica sui temi cruciali del Paese, va in aula a parlare d’altro, a discettare del suo futuro in Regione, a trovare convergenze sempre più larghe e per nulla coerenti sia a livello politico che amministrativo, senza sentirsi in dovere di essere vicino a chi andrà a votare. Della serie… “io sono io e voi non siete un cazz…”.
Zingaretti dall’alto della sua posizione che lo fa sentire onnipotente sceglie di sottrarsi al confronto interno, trova la scusa della mozione (che avrebbe potuto far discutere la settimana prossima) e lascia agli altri il compiti di fare il lavoro sporco. E meno male che vuole diventare segretario nazionale.