“State tranquilli, se si farà l’aeroporto regionale sarà a Viterbo”. Lo ha detto il sottosegretario a Infrastrutture e Trasporti, il leghista Armando Siri, nel corso di un convegno alle Terme dei Papi. Ma non si capisce se quella di Siri è una promessa o una minaccia. Toccherebbe sorbirci di nuovo tutte le chiacchiere e i dibattiti inutili tra addetti ai lavori o pseudo tali (politici, tecnici, liberi pensatori) che per darsi un tono inonderanno le redazioni dei giornali locali con considerazioni e analisi che non interessano a nessuno. Lo fecero all’epoca e continuano a farlo adesso che la proposta non è più in agenda. Immaginate voi un domani.
Per fortuna – è un paradosso – siamo sicuri che, a differenza di quanto dice Siri, a Viterbo l’aeroporto non sorgerà mai. Perché se anche un giorno dovessero decidersi, ci sarà sempre un comitato di grillini – come oggi per la Trasversale – pronto a dire che no, che non va bene, “siamo matti, il futuro nella Tuscia sono i viaggi a dorso di mulo”.