Un singolare messaggio sta raggiungendo in queste ore molte persone in provincia di Viterbo. Firmato da Maurizio Palozzi, stretto collaboratore di Enrico Panunzi (che immaginiamo l’abbia scritto), ve lo proponiamo dopo che a noi lo hanno girato alcune persone non iscritte al Pd, ma gravitanti in ambienti di centrodestra.
“Il 1° dicembre – dice Palozzi – si terranno le primarie libere per eleggere il segretario del Pd nel Lazio. Queste primarie sono molto importanti per ridare forza ad Enrico Panunzi, il quale come tutti sapete ha subito un grande torto e proprio per questo non può campeggiare la lista a sostegno di Astorre. Maurizio Palozzi è lui il capolista a sostegno di Astorre. Quindi, l’invito a votare come da fac simile. Enrico in questi anni ha sempre collaborato con tutti, è una persona che si è sempre spesa. Pertanto, per continuare insieme, serve recarsi a votare il più possibile al fine di recuperare Enrico. Chiudo dicendo che – termina Palozzi – non sono votazione politiche ma solo per scegliere una persona che ci rappresenta al posto di un’altra, nello stesso partito”.
Inevitabili alcune considerazioni.
La prima: facendo finta di non sapere che il Pd ha delle regole che stanno lì a garanzia di tutti – maggioranza e minoranza – Panunzi e la cerchia panunziana fanno finta di non capire che la sospensione è avvenuta perché il consigliere regionale, in maniera prepotente e senza alcun rispetto per la democratica dinamica interna, ha compiuto scelte lesive degli interessi generali. E ciò lo sa bene anche lui se è vero che, ben consapevole di essere nel torto, non ha presentato ricorso. E’ un po’ come quando una persona condannata se la prende con i giudici che hanno applicato la legge e non con se stessa che l’ha infranta. Davvero strano il concetto di legalità e trasparenza che emerge da questa visione delle cose.
La seconda: Panunzi ha collaborato e collabora con tutti, anche con voi (sottintesi i destinatari del messaggio), dunque ricordatelo e votate Astorre. Ma che vuol dire? Vuol dire che Astorre va votato non per il programma che propone, ma perché, se eletto, aiuterà Panunzi a riabilitarsi prima del previsto, infischiandosene delle regole democratiche del partito? Strano per chi – Astorre e il suo mentore Zingaretti – fa a parole della legalità il suo cavallo di battaglia. Dunque, fa capire il messaggio, votate chi può aiutare colui che prima ha aiutato voi. Ricambiate il favore, please. Voto di scambio? Non vogliamo arrivare a pensarla così, anche perché finiremmo in un campo di competenza di altre autorità, ma di fatto si lasciano intravedere operazioni tipiche di altri tempi e di altri regimi.
La terza: si invitano a votare con questo messaggio i non iscritti al Pd, gente di Lega e Fratelli d’Italia. Alle primarie infatti possono votare tutti. E come detto, per l’estensore del messaggio che ripropone il pensiero panunziano non sono importanti i programmi, non conta la visione che ha Astorre del Lazio, bisogna ricordarsi, quando si va a votare, piuttosto di ciò che Panunzi ha fatto o potrà fare per voi. Stiamo di fronte a una chiara visione della politica non come attività finalizzata al bene comune, ma come fabbrica di marchette con cui ricompensare gli amici e gli amici degli amici.
Domanda: ma Zingaretti, che parla di nuova strada, innovazione, trasparenza ed eliminazione dei capi bastone, come commenta questo modo di agire del suo rappresentante a Viterbo? Come valuta questo modo di far politica? “Sappiano che, come al suo solito, non risponderà – commentano dal fronte Mancini -. Noi potremmo anche perdere, ma davanti a questa proposta politica, a questo tipo di politica, non ci resta che ribadire la nostra diversità. Siamo distanti da tutto ciò. Sappiamo bene la differenza tra interessi generali e interessi particolari, tra politica del bene comune e marchetta per tutti. La prima è quella che salverà l’Italia, la seconda invece è quella che produrrà sì qualche preferenza, ma ci strapperà il nostro futuro”.