Nicola Zingaretti andrà a casa molto presto. Nel senso che la Regione avrebbe, non le settimane, ma addirittura i giorni contati. Ne è convinto il consigliere Davide Barillari, che la sua teoria sulla prossima caduta della giunta di Nicola il rosso l’ha espressa ieri sotto il ministero del lavoro dove si sono ritrovati, per protestare contro i tagli alle ore e agli stipendi, gli oltre 2000 lavoratori dei cup del lazio.
“Non dovete firmare alcun contratto. Non firmate perché la giustizia prima o poi arriverà e se andrà tutto bene, come speriamo, la prossima settimana cade la Regione e Zingaretti se ne va”.
In queste ore, dunque, sarebbe in atto alla Pisana una vero e proprio sommovimento sotterraneo. Il magma spinge contro la crosta e l’eruzione potrebbe avvenire, violentissima, da un giorno all’altro. La candidatura di Zingaretti alla segreteria nazionale del Pd ha finito per far emergere tutte le contraddizioni che stanno alla base dell’appoggio ricevuto fin qui, per governare, dal centrodestra e dal Movimento 5 Stelle. Contraddizioni di forma e di sostanza, se è vero che non si comprende come uno possa aspirare a guidare la forza politica che più di tutte le altre dovrebbe esprimere una linea alternativa al governo delle destre, se poi con quelle stesse destre gestisce la Regione.
Preoccupatissimi, sembra, per quanto riguarda Viterbo, i suoi referenti sul territorio. Soprattutto Panunzi, che potrebbe ritrovarsi scaraventato fuori dalla macchina del consenso che si è costruito in questi anni, e l’assessore ai servizi sociali Alessandra Troncarelli, consapevole che il treno passa una volta e quando è così quasi mai ci sarà una seconda. Staremo a vedere.