La sanità del Lazio non funziona. E’ sotto la media nazionale e Viterbo peggio che mai.
Valutazioni espresse, tramite una lettera aperta a un sito della città, dal sindacalista della Cgil Nazionale Antonio Filippi, che cita il rapporto Meridiano Sanità 2018 e parla di un caso, per quanto riguarda la situazione viterbese, accaduto a casa sua.
“E’ di questi giorni – scrive Filippi – la pubblicazione del rapporto Meridiano Sanità 2018 realizzato da ‘The European House-Ambrosetti’ che ha analizzato i sistemi sanitari delle regioni italiane, bocciando di fatto il Lazio che in 4 indici su 5 registra valutazioni inferiori alla media nazionale. Questo nonostante il grande sforzo finanziario per il ripianamento dei debiti pregressi compiuto dall’amministrazione regionale. Purtroppo Viterbo – e qui vengono le note dolenti – nel funzionamento del sistema sanitario è sotto anche alla già difficile situazione del Lazio. L’ospedale di Belcolle forse nel tempo si riuscirà pure a completare, ma se non ci saranno in attività veri cervelli, fior di professionisti con saperi e conoscenze scientifiche acclarate, rischia seriamente di rimanere un contenitore vuoto”.
“Poco tempo fa – va avanti Filippi – ho vissuto direttamente un’esperienza molto negativa a tal proposito che mi ha portato a queste considerazioni. Un mio familiare ha subito sulla propria pelle questa scarsa capacità di analisi e di limitate conoscenze scientifiche. I fatti: dopo diversi giorni di ricovero, accusando fortissimi dolori nella parte lombo-sacrale della colonna vertebrale, tanto che la Rmn aveva messo in luce la presenza di ernia discale espulsa, e dopo una consulenza del reparto neurochirurgia, le veniva consigliato di intraprendere una semplice terapia con antidolorifici a domicilio. Visto che il forte dolore non diminuiva, ci siamo rivolti alla neurochirurgia del policlinico universitario di Siena, dove hanno immediatamente effettuato l’intervento chirurgico di rimozione dell’ernia evidenziata (L4-L5), dimettendo la paziente dopo due giorni di degenza. La trasferta fuori regione è costata sacrificio e dispendio economico alla famiglia, ma ne è valsa la pena perché è stato risolto il problema di salute. Tutto questo non è giusto e fa male pensare che la struttura sanitaria del tuo territorio non sia stata in grado di risolvere il problema di salute accusato”.
“Unica nota positiva da evidenziare – conclude Filippi – è stata aver toccato con mano quanta abnegazione e spirito di sacrificio c’è negli operatori del pronto soccorso che, nonostante la vistosa carenza di personale e le ristrettezze di struttura, lavorano senza risparmio per dare la giusta e doverosa assistenza ai pazienti che arrivano da tutto il territorio della provincia. Faccio appello alle organizzazioni sindacali, alle forze sane del nostro territorio, perché venga aperta una profonda fase di ricognizione sul funzionamento di Belcolle. E’ necessario valorizzare e ricercare le vere competenze e porre fine alla politica delle promozioni e degli inserimenti con il solo criterio del grado di genuflessione ai ‘Cacicchi’ e ‘Mandarini’ della politica locale per il loro tornaconto elettorale. Il diritto alla salute è sancito nella nostra costituzione e deve essere garantito a tutti senza se e senza ma”.